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Storia del Bridge

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Si ritiene che il Bridge derivi dall'antico gioco del Whist, che pare fu importato dai Padri Pellegrini  in America nel 1621.
Inizialmente era  considerato un passatempo di basso livello, giocato dai cacciatori e dagli scudieri.
Successivamente, nel 1742, Edmond Hoyle stilò le regole del Whist, facilitandone la diffusione presso l'alta borghesia inglese ed europea.
Le regole moderne del contract Bridge vennero stabilite nel 1925 da Harold Stirling Vanderbilt - milionario e yatchman vincitore di tre America's Cup - e sostituirono quelle dello straight Bridge e del precedente auction Bridge.
Nel 1929 Ely Culbertson fondò nel 1929 la rivista bridge World.

In italia nel 1937 nacque a Milano l'Associazione Italiana Bridge, che però vide l'opposizione del regime fascista che le impose di sostituire la parola inglese con quella italiana di 'Ponte'; durante la Seconda Guerra Mondiale l'associazione si sciolse, ma si riformò nel 1946.
La Lega Europea accettò l'Italia solo nel 1950 poiché inizialmente escluse i Paese che persero la guerra.
La squadra agonistica italiana Blue Team ha riscosso tra il '56 ed il '67 numerose vittorie, aggiudicandosi numerosi titoli ed anche, nel 1969, l'ambita 'Bermuda Bowl', premio assegnato dalla Internazionale World Bridge Federation.
Molto diffuso a livello mondiale, in Olanda il Bridge è stato introdotto nelle scuole come disciplina complementare e ad oggi risulta che almeno il 40% della popolazione vi gioca regolarmente.

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